Domenico Bigordi, detto il Ghirlandaio, è stato un pittore italiano. Operò soprattutto a Firenze, la sua città natale, divenendo tra i protagonisti del Rinascimento all’epoca di Lorenzo il Magnifico. Wikipedia
La Resurrezione di Cristo è ancora un classico dell’Arte Sacra.

Resurrezione (1490–1495, pittura su pannello di pioppo; già Parte del Polittico Pala tornabuoni; Gemäldegalerie der Staatlichen Museen, Berlin)
Qui Gesù risorge dal sepolcro, rappresentato con un sarcofago di fattura imperiale romana; Cristo è sollevato da una nuvoletta sorretta da un puttino di cui vediamo solo la testa e le ali rosse.
In primo piano dominano i soldati che, al contrario della tradizione evangelica, non sono addormentati me ben svegli e sorpresi; hanno le fattezze, l’abbigliamento e l’attrezzatura di armigeri lanzichenecchi.
Sullo sfondo a sinistra, tra i tornanti in discesa, le pie donne che si stanno recando al sepolcro e per prime lo troveranno vuoto.
Adorazione dei Pastori (1485, tempera su tavola; Cappella Sassetti, chiesa della Santa Trinità, Firenze)
Ancora i pastori che vengono ad adorare il Bambino Gesù subito dopo la nascita.
Possiamo notare diversi dettagli interessanti: intanto il Bambinello sta per ciucciarsi il pollice sinistro. Maria è come al solito in adorazione a mani giunte, ma Giuseppe, rivolto alla sua destra verso la moltitudine di gente che sta arrivando, con la mano sulla fronte, pare dire: «ma cosa mi doveva capitare!».

I volti dei personaggi secondari, anche nel dipinto successivo, dovrebbero appartenere tutti a committenti dell’opera, amici e notabili cittadini. Il volto del pastore accanto all’asinello è un autoritratto del Ghirlandaio stesso.
Come anche, nell’Adorazione dei Magi che segue, il volto del secondo uomo da sinistra, è un autoritratto del pittore.

Adorazione dei Magi degli Innocenti (1485-1488, tempera su tavola; Galleria dello Spedale degli Innocenti, Firenze)
Anche qui (è tipico del maestro fiorentino?), è presente una folla di personaggi tra i quali possiamo individuare, oltre i tre Re magi, i santi, contraddistinti dall’aureola (ma perchè Giuseppe non ce l’ha?): il primo, in basso a destra di chi guarda, dovrebbe essere San Zaccaria che presenta alla Sacra Famiglia il cuginetto San Giovannino (il bambino immediatamente alla sua sinistra), il quale si ripresenta già trentenne, vestito con stracci e pelli alla sinistra di chi guarda, mentre regge la Croce e indica Gesù.
Non riesco invece a identificare il secondo santo bambino (vicino a San Giovanni grande).
Al centro a sinistra, fuori le mura della città, la Strage degli innocenti da cui il nome della tavola.
